Terremoto politico a San Severo: cade la giunta Colangelo tra veleni e querele

SAN SEVERO (FG) – San Severo chiude bruscamente la consiliatura guidata da Lidya Colangelo. Nel primo pomeriggio, tredici consiglieri comunali – tra cui la presidente del Consiglio, Rosa Caposiena – si sono presentati da un notaio per depositare l’atto di sfiducia che mette fine, con due anni d’anticipo, all’amministrazione nata dal ballottaggio del 2024, quando Colangelo superò in rimonta Angelo Masucci. A breve è atteso anche il decreto prefettizio che sancirà l’arrivo del commissario.

La decisione arriva dopo giorni segnati da scontri durissimi, accuse incrociate e un clima politico diventato ingestibile. A firmare l’atto sono stati Caposiena, Carrabbia, Cataneo, Damone, D’Antuono, Irmici, Masucci, Matarante, Spada, Sderlenga, Orlando, Tardio e Vene: un gruppo eterogeneo, composto da esponenti dell’opposizione e da pezzi della stessa maggioranza che aveva sostenuto la sindaca fino a poche settimane fa.

Il colpo finale è maturato sullo sfondo delle gravi dichiarazioni rese dalla prima cittadina, che aveva parlato pubblicamente di presunti ricatti a sfondo sessuale. Parole che hanno scosso la città e che hanno portato l’ex assessore Gigi Marino – dimessosi nei giorni precedenti – a sporgere querela contro l’ormai ex sindaca.

Con la caduta dell’amministrazione Colangelo si chiude una delle stagioni più tese della politica sanseverese. Una fase breve ma segnata da fratture interne, denunce e un progressivo logoramento dei rapporti istituzionali, fino alla scelta dei tredici consiglieri di interrompere la consiliatura davanti a un notaio, gesto che in città non si vedeva da anni. Ora la gestione passerà al commissario prefettizio, mentre a San Severo resta l’amarezza per un’esperienza amministrativa terminata nel modo più traumatico.

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