Incendio al Belvedere di Lucera, Tutolo: “Una ferita per il territorio. Chi sa, denunci”

LUCERA (FG) – L’incendio che domenica pomeriggio ha devastato la collina del Belvedere di Lucera è una ferita profonda per tutto il territorio della Capitanata. Ogni lucerino ha vissuto con dolore e apprensione quelle ore, vedendo le fiamme consumare il patrimonio verde, fatto di centinaia di piante, arbusti e alberi.
Non si tratta di un evento isolato. Ogni estate, Lucera si trova ad affrontare questa emergenza, vittima di delinquenti ignoti che, con il fuoco, cancellano anni di impegno e di sforzi volti alla tutela e alla valorizzazione del nostro territorio.
Sia come sindaco di Lucera, sia come consigliere regionale mi sono impegnato per rinverdire aree deturpate e reperire fondi necessari per risanare i versanti collinari. Vedere questo scempio, dopo tanti sforzi, spezza il cuore.

La gravità di questo disastro è resa ancora più paradossale da un fatto che non può passare inosservato: per domare le fiamme è stato necessario l’intervento di tre Canadair, che hanno dovuto attingere alla preziosa risorsa idrica della diga di Occhito. Trovo assurdo che, per rimediare a un atto così distruttivo, si sia dovuta sacrificare l’acqua vitale per i nostri campi e per le necessità del territorio. Perché se è vero che – come hanno ripetuto anche ieri i vertici di Aqp – “ogni goccia conta”, allora è un danno enorme che si aggiunge a un altro danno.
Una situazione insostenibile che merita una reazione immediata e concreta da parte di tutti: le istituzioni, la politica, le forze dell’ordine e i cittadini devono reagire con vigore.

Voglio esprimere un sincero ringraziamento a tutti coloro che, con grande senso di responsabilità, hanno lavorato volontariamente per domare le fiamme. Il loro impegno è stato fondamentale per contenere i danni e proteggere ciò che resta del nostro territorio.
Non possiamo più accettare questa violenza sul nostro patrimonio naturale, né tollerare di assistere inerti a questa distruzione sistematica. Per rispetto alla nostra terra, al lavoro svolto per la piantumazione e al futuro che vogliamo garantire ai nostri figli, è necessario un segnale forte. L’indignazione generale non deve essere confinata ai social, ma è necessario che ciascuno, per le proprie competenze e capacità, contribuisca attivamente a creare una rete di vigilanza e protezione, perché la difesa del nostro paesaggio parte da ognuno di noi.
Chiunque abbia visto qualcosa di sospetto o abbia informazioni utili, non esiti a denunciarlo alle autorità. Solo con la collaborazione di tutti possiamo fermare questa distruzione.

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