VICO DEL GARGANO (FG) – La cittadina garganica si prepara a vivere una intensa giornata di festa e cibo. “Paposciare” pratica esclusiva di Vico del Gargano raccontata per secoli quando “in ogni casa vi era un forno” (Michelangelo Manicone).
Venerdì 26 dicembre parte la quarta edizione del Paposcia Fest, rassegna curata da Francesco Canestrale, Donato Notarangelo, Vincenzo Di Noia, Carmen Del Conte dell’Associazione Paposcia Fest, una no profit nata nel 2023, circondata da una moltitudine di volontari, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. Una intera giornata di turismo fuori stagione per fare conoscenza con il rito della preparazione e della condivisione e, come questo rito rafforzi i legami sociali. Nell’accogliente Anfiteatro dedicato a Carlo Hintermann, luogo di Teatro e Poesia, va in scena la nostra ‘Paposcia’, regina e simbolo per Decreto ministeriale, n. 8663 del 5 giugno 2009, regolata da un disciplinare DE.CO.del comune di Vico del Gargano del 2022. C’è una storia da raccontare attraverso questi ragazzi del Paposcia Fest; per Vico del Gargano un’esperienza quotidiana che si snoda tra le viuzze, le piazzette, le torri e le case, le antiche cucine monacesche “a tutta camera” dove d’inverno di fronte al fuoco vivo si riuniva la famiglia dopo una giornata di lavoro nelle campagne.
Questa quarta Paposcia Fest è un viaggio per palati fini che cambia ad ogni passo, come cambia il volto e il sapore delle mille farciture della paposcia. L’uliveto dietro casa, il vino della cantina familiare, il caciocavallo podolico, piccoli segreti di ricette tramandate di generazione in generazione, sono ingredienti unici e preziosi per un turismo in cammino. Il modo migliore per scoprire questo prezioso patrimonio, alla ricerca di nuovi paradigmi alimentari, alternativi alla grande distribuzione dei prodotti pronti e preparazioni semplificate, lontani anni luce dalla giungla di codici a barre, smarrendosi fra etichette e scadenze
Come ci hanno spiegato questi ragazzi paposciari:”…non è solo un piacevole appuntamento da trascorrere nel borgo antico, ma una chiave educativa per le future generazioni a tutela di una antica tradizione tutta vichese”.


