La Basilicata perde una delle sue voci più autentiche e appassionate. Nicola Manfredelli non è più tra noi, lasciando un vuoto profondo in quanti hanno condiviso con lui battaglie culturali, impegno civile, amicizia e amore per il Mezzogiorno.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato commozione in tutta Italia. Michele Eugenio Di Carlo lo ha ricordato come «una guida nelle tante battaglie per i diritti del Mezzogiorno», sottolineando come non saremo più beneficiari della sua intelligenza, della sua capacità di proteggere e sostenere chi con lui condivideva ideali e percorsi.
Direttore storico e anima del Parco della Grancia, giornalista, agronomo, fondatore del Movimento 24 Agosto e tra i promotori della Rete culturale della Carta di Venosa, Manfredelli ha rappresentato per anni un punto di riferimento per chi crede nella valorizzazione dell’identità lucana e nella difesa dei territori meridionali.
La sua opera resterà indissolubilmente legata alla rinascita della Grancia, il Parco Storico Rurale e Ambientale di Brindisi di Montagna, che grazie alla sua tenacia è tornato a essere uno dei simboli culturali e turistici della Basilicata.
Ancora pochi giorni fa, Manfredelli parlava con entusiasmo della nuova stagione del Parco, ringraziando i volontari e quanti continuavano a mettere il proprio impegno al servizio di un progetto collettivo.
In una recente intervista aveva definito la Grancia «una sfida impegnativa ma entusiasmante», spiegando come il successo dell’iniziativa fosse il risultato dell’impegno di una comunità intera.
Per Manfredelli la Grancia non era soltanto uno spettacolo o un’attrazione turistica, ma «un piccolo scrigno che racchiude un sunto della Basilicata storico-rurale autentica e della sua identità territoriale», un luogo capace di raccontare la storia, le tradizioni e l’anima più profonda della regione.
La Rete culturale della Carta di Venosa lo ricorda come uno dei pochi lucani che hanno provato, con dedizione, intelligenza e amore, a fare qualcosa di concreto per la propria terra. Con lui si è rafforzata una stagione di impegno culturale e civile culminata anche nella battaglia per il referendum consultivo contro l’Autonomia differenziata in Basilicata.
Ma, per molti, Nicola era prima di tutto un amico. «L’amico che c’è sempre e che tutti vorrebbero avere», capace di unire una profonda cultura a una straordinaria umanità. Un uomo spesso ostacolato, talvolta lasciato solo, ma mai disposto a rinunciare alle proprie convinzioni.
Non a caso la figura del brigante era diventata negli anni una sorta di simbolo della sua identità. Un brigantaggio inteso non come ribellione sterile, ma come orgogliosa difesa di una terra troppo spesso dimenticata.
Pochi giorni prima della sua scomparsa aveva scritto con la consueta ironia sul proprio profilo social: «Ho perso per gran parte l’aspetto da brigante, mentre, lo confermo, rimane intatto lo spirito ribelle, un poco antico, un poco romantico».
E ancora, appena tre giorni fa, raccontando la visita degli amici Marco Esposito e Massimiliano Vaccaro, ribadiva la necessità di continuare ad adoperarsi «per la difesa dei territori e delle popolazioni meridionali che, per colpa di una politica sciagurata ed egoista, rischiano l’abbandono definitivo».
Sono numerosi i messaggi di cordoglio che in queste ore stanno arrivando da amici e compagni di viaggio.
Marco Esposito lo ha salutato con poche parole cariche di affetto: «Ho appena saputo che il brigante e amico Nicola Manfredelli ci ha lasciato. Fiore di Lucania».
Massimiliano Vaccaro ha scritto: «Non sarai mai solo un ricordo ma la colonna portante del nostro agire».
Oggi il dolore è grande. Ma il ricordo di Nicola Manfredelli continuerà a vivere nelle persone che lo hanno conosciuto, nelle battaglie che ha combattuto, nei progetti che ha costruito e nella Grancia, che più di ogni altra cosa testimonia la sua visione, la sua passione e il suo amore per la Basilicata.
Come i briganti che tanto amava evocare, Nicola continuerà a camminare nella memoria del suo popolo, custodendo dall’alto quella terra che ha servito con intelligenza, coraggio e generosità.


